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«Sono in stato di grazia.
Quindi uccido»
“Sono in stato di grazia. Uccido. Dunque sono”
Accusata di omicidio e di atti incendiari, Kari Selb lotta con la psicologa del tribunale per affermare, in un monologo incalzante, la propria capacità di intendere e di volere, per il suo passato, per la sua vita. Nell’infiammato discorso, che la vede sdoppiata tra sé e Malik – l’altro sé, quello che agisce – Kari sviluppa via via le fantasie di un serial killer. Senza mai attenersi alle categorie della giustizia e della colpa, Kari-Malik allestisce il crimine sul palcoscenico della sua mente mutilata, trovando così una conferma di sé, dal momento che ogni altra identità è negata. Il romanzo illumina con dolorosa crudezza la psiche di una donna che, come direbbe Artaud «sente il proprio pensiero spostarsi dentro di sé» e descrive la violenta e protratta vicinanza dei corpi in un flusso narrativo incalzante, allucinato ma realista. Con Accusata Mariella Mehr, scrittrice svizzera di origini zingare, conclude la trilogia della violenza che comprende Il Marchio (Tufani 2001) e Labambina (Effigie 2006).
Mehr Mariella
Accusata

Traduzione di Anna Ruchat
15x24 con risvolti,
pp. 112, € 12

ISBN 978-88-89416-71-6

le Stellefilanti - narrativa
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