Laura Pariani, grazie a incontri con argentini ed ex immigrati, ha ricostruito molte storie, dagli anni Venti a oggi, e ritessendo una identità nazionale smarrita fra tanti orrori, ha fatto riemergere la dignità e l’orgoglio di un Paese che oggi pare senza memoria. Nella sua galleria sfilano personaggi a tutto tondo, dalla schiena diritta, assieme a ignobili persecutori, o episodi quotidiani di generosità. Non sono mai vicende soltanto private, sia quando riguardano noti artisti (Borges che sullo sfondo canta una canzonetta, la Ocampo ospite squisita), sia se hanno come protagonista gente comune. La sensibilità dell’interlocutrice-interprete d’eccezione dà a ogni colloquio un’intensità assoluta: niente grevi resoconti da inviato speciale, ma volti e luoghi avvicinati con tenerezza partecipe, causeries cordiali mentre gira fragrante il mate. Tra le opere di Laura Pariani mancava finora un testo di questo genere; per chi segue e ama questa scrittrice da tempo, crediamo sia una lieta sorpresa.