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La storia di Petrolio, delle verità scottanti
in esso contenute e dell’assassinio
di uno dei più grandi poeti del nostro tempo
Un coraggioso giudice pavese ha dimostrato la lucidità di Pasolini nel ricostruire il degrado e la mostruosità italiana in Petrolio, il suo romanzo incompiuto, e ne ha indicato il burattinaio principale in Eugenio Cefis, affarista e “liberista” tanto quanto Enrico Mattei era utopista e “statalista”.
Si comincia da lì. Il lettore qui conoscerà il seguito della nostra storia patria tra mafiosi, fascisti, servizi deviati, politici corrotti e totalmente privi di senso dello Stato. Gianni D’Elia è tornato sul suo pamphlet, L'eresia di Pasolini, arricchendolo attraverso la sua lettura di Petrolio come uno strumento per leggere il nostro ieri e l’oggi. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita perché omosessuale, ma da sicari prezzolati dai poteri, occulti o no, in quanto oppositore, corsaro, a conoscenza di verità scottanti. Motivo è stato Petrolio e trappole un “ragazzo di vita” e il furto delle “pizze” di Salò, l’ultimo film di questo poeta necessario.
D’Elia Gianni
Il Petrolio delle stragi
Postille a «L’eresia di Pasolini»

15x24 con risvolti,
pp. 73, Euro 10


ISBN 88-89416-22-X

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