«Il 25 gennaio 1843, nel Poligono di tiro militare appena a monte della conca del naviglio, lungo l’attuale viale Sicilia, venne fucilato il soldato scelto Lajos Ferencz della 5ª Compagnia del III battaglione, Reggimento Arciduca Alberto. Fu l’ultima esecuzione di un militare austriaco avvenuta a Pavia in tempo di pace e passò virtualmente sconosciuta alla cittadinanza».
Partendo da alcuni documenti dell’epoca, intrecciando la cronaca al mito del vampiro, Mino Milani ricompone i probabili retroscena di quella fucilazione. Qualcuno, protetto dalla nebbia che avvolge piazza Cavagneria, ha assalito tre giovani donne, sgozzandone due. Le autorità sono sgomente. Da Milano, il maresciallo Radetzky intima che sui delitti si faccia luce al più presto. Ma perché soltanto donne? E perché sempre in piazza Cavagneria? Questo si chiede perplesso il commissario Melchiorre Ferrari, incaricato dell’indagine.