Con toni un po’ apocalittici e un po’ artaudiani, in questa raccolta Ivano Ferrari riattraversa le parole della sua generazione trattandole con cautela e ironico affetto, coniugando il rosso della rivoluzione con quello del sangue dal naso, le guerre di religione, gli spettri e il sesso, i corpi e la materia: «Oggi che non sono fresco / che ho sporcato il giorno / e la convalescenza spurga / appendo spunti ai chiodi / esco nella prosa esterna, / la luce di tutte le fiamme / intanto si slancia per strada / un correre di ombre di fuoco / approda al tramonto giaciglio / di prede ustionate dall’ora, / rosso epistassi è il cielo».